La solita Italia, regalo da 15 miliardi alle fonti fossili.

Un paradosso tutto italiano. Nel 2014 vengono erogati sussidi per 14,7 miliardi di euro, saliti nel 2015 a 14,8 l’anno, fino ai 15,2 miliardi di euro del 2016. Insomma i finanziamenti alle fonti fossili in Italia non solo non vengono cancellati, ma continuano ad aumentare anno dopo anno. Quindi è evidente che si tratta di sussidi che contrastano con l’impegno manifestato dall’Italia a livello internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici, a partire dal sostegno incondizionato all’Accordo di Parigi, ribadito dai vertici istituzionali ad ogni occasione disponibile. Peccato che le emissioni di gas serra italiane siano tornate a crescere, e che l’impatto del riscaldamento globale sul territorio nazionale sia già più acuto di quanto non accada alla media mondiale, arrecando impatti sensibili sulla vita e le abitudini della popolazione.

Come testimonia il rapporto internazionale realizzato da Odi e Can Europe, la combustione delle fonti fossili è la causa principale dei cambiamenti climatici. Occorre cancellare i sussidi, diretti e indiretti, a petrolio, carbone e altre fonti che inquinano l’aria e danneggiano la salute, accelerare il processo di decarbonizzazione delle economie e spostare le risorse verso l’innovazione ambientale e l’efficienza energetica, incentivando il settore delle energie rinnovabili che aiuta le famiglie anche a risparmiare in bolletta.

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